La memoria fino a Simonide era per il poeta uno strumento fondamentale ed era una funzione di carattere religioso che gli permetteva di conoscere passato, presente, futuro. All’improvviso, con la memoria, il poeta entrava nell’ aldila’, accedeva all’ invisibile, al contatto con i rivelatori dei segreti del passato. Con Simonide, la memoria diviene una tecnica laicizzata, una facolta’ psicologica che ciascuno esercita piu’ o meno secondo regole definite, regole che sono ormai alla portata di tutti. Non e’ piu’ una forma di privilegio.
Per Platone la memoria e’ una funzione dell’anima sensitiva e al tempo stesso un dono di Mnemosine, la Madre delle Muse, che consente di ricevere le impressioni lasciate sull’ anima come un sigillo
Aristotele distingue tra “mneme”, facolta’ di conservare il passato e “anamnesis”, facolta’ di richiamare volontariamente quel passato. Le memorie orale e scritta subiscono costantemente profonde modificazioni, seppure in maniera diversa, a causa dell’innesto delle culture e delle tradizioni. Accanto ad enciclopedie e raccolte di fonti, si preparano dei luoghi adatti alla conservazione e allo studio dei documenti: gli archivi. L’archivio si presenta come una vera e propria corteccia cerebrale, esteriorizzata, dato che potrebbe essere interrogato secondo diversi parametri.C’e’ un forte legame tra la memoria e il linguaggio, prima di essere parlato o scritto un dato ESISTE sottoforma di stoccaggio dell’ informazione nella nostra memoria personale o collettiva, nel nostro campo morfogenetico. Grazie a questa funzione collettiva, gli uomini possono trasmettere l’uno all’altro impressioni o informazioni passate e/o lontane e costruire cosi’ una loro identita’ comune.
L’uomo consapevole della sua origine divina, sente il compito di recuperare la memoria e la consapevolezza di questa: “lo stato prigemino”. La grande possibilita’ che offre lo SkyWork.